Scheda
 

  • Rivolto a bambini 3-8 anni
  • Metodologia: colloquio conoscitivo, inquadramento del caso, osservazione ed intervento
  • Frequenza: sedute settimanali e colloqui periodici con i genitori per confrontarsi sull’ evoluzione del percorso e condividere strategie relazionali
  • Tipo di intervento: di piccolo gruppo (max 5 bambini)


"A un fiore bisogna chiedere solo ciò che è conforme alla sua natura" G. Herrigel

La pratica  psicomotoria fin da piccolissimi costituisce un prezioso strumento di aiuto alla crescita e di prevenzione e sostegno alle difficoltà di gestione nelle relazioni educative tra genitori e figli

La psicomotricità in piccolo gruppo è un percorso di maturazione psicologica (cognitiva, emotiva, relazionale, comunicativa, motoria e comportamentale ), che accompagna e sostiene i bambini nella crescita a partire dall'espressione libera e spontanea, favorendo lo sviluppo delle potenzialità , generando il piacere e l' affermazione di sè in modo unico e originale al fine di sviluppare la sicurezza di sè e costruire relazioni e comunicazioni con gli altri

Il piccolo gruppo aiuta e sostiene bambini che hanno delle fragilità del processo di maturazione psicologica. Il gruppo permette loro di trovarsi nella potenzialità di condividere esperienze emozionali, corporee, sensomotorie, simboliche e rappresentative, e di essere aiutati, contenuti, rassicurati, favoriti da una relazione di aiuto in un contesto educativo coerente che si centra sul bambino preso in considerazione come soggetto nella sua globalità (componente motoria, affettiva, cognitiva) .

L’aiuto psicomotorio in piccolo gruppo può diventare mezzo per favorire il cambiamento e lo sblocco di situazioni di malessere che frenano anche l’apertura verso l’altro e la disponibilità ad apprendere.

Questo aiuto si rivolge a bambini che presentano dei comportamenti ed un funzionamento intellettivo caratterizzati da:

• difficoltà di comunicazione coi coetanei e adulti (nell’interazione, negli scambi, nell’espressione di sé, nell’ascolto dell’altro);
• pulsionalità motoria associata ad una scarica di tensioni ed emozioni eccessive; stati collerici intensi e frequenti; passaggio all’atto; agitazione motoria; grida; instabilità spaziale e temporale;
• fragilità sul piano comportamentale ed emozionale (momenti di instabilità, reattività all’ambiente ed alla proposta, gelosie importanti, …) nonostante si riscontri lo sviluppo delle funzioni intellettive pertinenti l’età e la capacità di simbolizzazione, in particolare modo quando si trovano in situazioni facilitanti e rassicuranti;
• inibizione motoria associata ad una mancanza di investimento sensomotorio dell’esterno;
• difficoltà ad accettare la frustrazione e le regole del contesto;
• tempi brevi di attenzione e concentrazione;
• difficoltà di porsi in ascolto dell’altro, di condividere, di attesa;
• manifestazioni di paure e di angoscia che perdurano oltre l’età fisiologica;
• dimensione immaginativa invadente o povera;
• difficoltà ad accedere agli apprendimenti temporo-spaziali;
• fragilità nella costruzione delle rappresentazioni mentali e del processo di simbolizzazione (l’intensità delle emozioni non sufficientemente integrate nelle immagini e nelle rappresentazioni, può destabilizzare le funzioni psichiche e l’organizzazione del pensiero);
• difficoltà a creare continuità di pensiero e sequenzialità logica.  

Perché è importante la psicomotricità di gruppo? 

• Perché rinforza la sicurezza di sé e l’ autonomia
• Perchè favorisce la libera espressione e le potenzialità attraverso il gioco
• Perchè sostenere la crescita di chi mostra fragilità e insicurezze nelle tappe di sviluppo
• Perchè costituisce un prezioso strumento di prevenzione e di aiuto alle difficoltà nelle relazioni educative  

Lo psicomotricista è il “catalizzatore della comunicazione” sia della comunicazione verbale che non verbale. La comunicazione tra i bambini e con i bambini è l’obiettivo base del percorso di gruppo ; non può esserci un’armonia del processo di maturazione psicologica, se nel bambino non c’è capacità a comunicare, prerequisito essenziale alla dinamica di apertura al mondo esterno. D’altronde nel bambino, come nell’adulto, è il piacere di agire, il piacere di creare, che apre verso gli altri.

Dr.ssa Valentina Rocchio

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